Kenji Tokitsu –

Ed. TASCO –

Pagine 192 –

Come precisa il sottotitolo de Lo zen e la via del karate, il Karate è solo un punto di partenza per “un’acquisizione culturale che si apra su una modalità di esistenza dell’uomo”. Si tratta di un salto qualitativo nell’analisi del significato di Arte Marziale che parte dall’indagare concetti come maai (distanza), hyoshi (ritmo) e yomi (pre-visione).

L’autore, che risiede ed insegna Karate a Parigi, ricorda di aver iniziato la pratica spinto da una “sensazione di non essere” che lo fece orientare verso ”una ricerca dell’esistenza di sé attraverso la pratica delle arti marziali” in quanto “Ero molto attratto da quanto avevo sentito raccontare, da piccolo, a proposito della condizione spirituale raggiunta dagli adepti della sciabola… Nel Budo a questa condizione si perviene attraverso la padronanza di alcune tecniche orientate al combattimento…”