Mitsugi Saotome –
Ed. Mediterranee –
Pagine: 240 –

 

Il Maestro Mitsugi Saotome, che è stato uchi deshi di O Sensei per ben quindici anni, illustra alcune tecniche di Aikido e spiega la loro connessione con l’uso delle armi, ricordandoci che il Fondatore in quel periodo di tempo,”Era soprattutto interessato allo studio del budo e del significato spirituale dell’Aikido, non del particolare di qualche forma. Non faceva distinzione tra tecniche a mano nuda o con le armi”

 

Al contrario di altri, che hanno rivendicato una conoscenza diretta del “metodo didattico” di O Sensei, Saotome sembra voler affermare che una didattica, intesa come metodo di trasmissione del’ Aikido, non rientrasse nelle intenzioni del fondatore.

Numerosi i racconti e le testimonianze sugli insegnamenti etici e filosofici ricevuti da O Sensei. Tra i temi trattati troviamo: allenamento mentale, attitudine e visione, la spada e lo spirito di ikkyo, musubi, ukemi e molti altri tra cui spicca la descrizione dell’esperienza dell’illuminazione dell’autore e la conseguente reazione di O Sensei. Un capitolo a parte è titolato “Citazioni da O Sensei“. Interessanti sono anche le osservazioni ed i confronti tra le diverse culture alla luce dell’esperienza del maestro Saotome, in Florida e a Washington.

Questo libro mi ha posto un problema che potrei riassumere in questa domanda: affermare che l’Aikido del doshu Moriteru è più attuale e migliore (proprio nel senso di migliorato) rispetto a quello di Kisshomaru, come quello di Kisshomaru lo era rispetto a quello del Fondatore, e che di conseguenza ogni riferimento tecnico a quest’ultimo è un dato essenzialmente storico, è un’assurdità oppure una giusta distinzione tra storia e pratica “viva”?