Un vecchio proverbio giapponese recita: “Cerca nel passato se vuoi conoscere il futuro”. Studiare la storia migliora la nostra comprensione dei valori attuali ed induce a riflettere sulle proprie esperienze ed azioni, e ad inquadrarne il significato nel più ampio contesto dell’esperienza dell’umanità intera.

La vostra strada diventa così più facile e si attenua la possibilità di incorrere in errori. Il futuro viene perciò affrontato con maggior senso della realtà e quindi con maggior capacità di avvicinarlo creativamente. Questo è il senso del termine keiko o pratica quotidiana.

Stante lo sviluppo assunto dall’Aikido ritengo che sia importante applicare la saggezza dell’antico proverbio al futuro dell’Aikido, alla sua continuazione e crescita.

Per i moderni budoka giapponesi Morihei Ueshiba è considerato un maestro ed un genio, alla pari del famoso Miyamoto Musashi. Se non fosse stato per la vita di rigoroso allenamento e sovrumano sforzo sostenuti da Ueshiba O Sensei, nella ricerca del proprio risveglio spirituale e della via, l’Aikido che conosciamo non avrebbe mai raggiunto questo sviluppo. La storia dell’Aikido comincia con Morihei Ueshiba. Le sue preghiere per la pace nel mondo lo portarono a creare la “via dell’armonia”. Egli elevò le micidiali tecniche di lotta trasformandole in un metodo di purificazione degli esseri umani, affinché potessero armoniosamente coesistere e prosperare. Morihei Ueshiba O Sensei non perse mai di vista la realtà delle cose. Non sognò un’utopia fittizia. La sua vita fu dedicata alle necessità del mondo reale. La sua esperienza personale e la sua chiara visione gli fecero chiaramente comprendere i devastanti effetti che le due guerre mondiali ebbero sull’umanità. Egli si rese conto che le sue meditazioni sulla pace ed il suo sentito desiderio di pace si riflettevano sul mondo nel suo insieme, un mondo trasformato dall’esperienza della guerra globale.

L’Aikido, come O Sensei lo concepì e lo creò, è una filosofia pratica per aiutare il mondo. Esso è un’espressione fisica del significato originale espresso dal carattere bu (vedere capitolo 14). Tale significato è stato conservato nel kanji e ci ricorda il vero concetto espresso dalla parola, benché con il passare dei secoli il suo senso possa essere stato distorto. L’approccio di O Sensei all’au­todifesa era inteso come un modo di insegnare la difesa del mondo. La saggezza e la strategia dell’autodifesa, evolutesi attraverso il lavoro di generazioni di guerrieri, realizzate e rielaborate da O Sensei, sono lo scopo dello studio, non la difesa personale. O Sensei insistette sempre nel definire l’Aikido come un allenamento per incamminarsi sulla strada della riforma del proprio intero essere, dunque nello spirito, nel corpo e nella relazione con lo spirito dell’universo. L’Aikido arma lo spirito, rafforzandolo perché possa conseguire il budo, la via che pone fine alla guerra.

Lo spirito dell’Aikido si è librato sopra i muri che gli esseri umani hanno costruito per proteggere la loro diversità, e si è diffuso per tutto il mondo. L’interesse suscitato ovunque è una conferma delle qualità universali del-l’ Aikido. Per molti, l’Aikido raggiunge le sorgenti della vita, secondo l’intenzione di O Sensei. L’Aikido fornisce una verità cercata – e non trovata – dalle scienze esatte, dalle varie filosofie moderne, dalle religioni e da altre forme di educazione moderna. Esso fornisce la chiave per esplorare i principi dell’universo e sperimentarli sui nostri corpi. Questa è stata la creatura di Morihei Ueshiba O Sensei, ed il suo regalo al mondo.

A questo punto vorrei fare un’osservazione circa l’originalità della creazione di O Sensei e l’unicità dell’Aikido. Da quando è diventato molto diffuso, l’Aikido ha attirato l’interesse di persone eminenti di ogni disciplina. Alcuni vi sono stati indotti dalla loro passione per lo scavare nella storia del Giappone, del bujutsu, dei samurai più famosi e delle arti marziali dell’antica Cina. E fra di loro qualcuno ha tratto erronee conclusioni circa l’origine dell’Aikido. Essi affermano che non vi è niente di nuovo, che le tecniche dell’Aikido furono inventate ed usate nelle arti marziali molto tempo addietro.

Questi critici sono completamente fuori via. Un’asserzione del genere è come pretendere che l’automobile, in quanto derivata dal carro trainato da cavalli, non si differenzi in alcun modo da questo. Per quanto ne so, nessuno ha mai avanzato una pretesa così assurda Chiunque riconosce l’enorme progresso concettuale e le diversità tecnologiche fra i due veicoli. L’inventore della ruota e quello del carro che ingegnosamente sfruttò questa,furono geni non meno dell’inventore del motore a scoppio. Sono conquiste da ammirare ognuna secondo la propria prospettiva. Ognuna di esse rappresenta però un traguardo separato, meritevole di distinzione. Altrettanto deve dirsi delle varie arti marziali, antiche e moderne. Negare la creatività delle antiche arti marziali o l’originalità di quelle che succedettero a queste, è un atteggiamento di cecità nei confronti dell’evoluzione delle discipline. Mettere le altre arti marziali nella stessa categoria dell’Aikido equivale a sminuirle tutte. Ognuna dovrebbe essere considerata per il proprio valore ed il proprio contributo alla società moderna, così come si dovrebbero considerare invenzioni di pari valore quella del motore a scoppio e quella del reattore di un aereo.

Naturalmente O Sensei non creò l’Aikido dal nulla. Egli possedeva già un patrimonio costituito dalla pratica di altre arti marziali. Aveva studiato le arti della spada, del jo, della lancia, ed il jujutsu, tanto per citarne alcune. La sua conoscenza della storia era ugualmente profonda. È anche vero che le tecniche tratte da altre arti – alcune molto antiche – formano la base di molte tecniche Aikido. Non intendo affatto sminuire il contributo che le altre arti hanno dato all’Aikido, né rifiutare il rispetto loro dovuto Ma l’Aikido è creazione unica di Morihei Ueshiba. Sottolineare la somiglianza dell’Aikijutsu e dell’Aikido è una cosa. Vedere lo scopo che sta dietro le tecniche, è un’altra. Bisogna guardare sotto la superficie per scorgere i loro autentici significati. La salsa di soia e la Coca Cola sembrano davvero identiche, ma usare la prima per calmare la sete o la seconda per condire una portata, produrrebbe dei risultati disastrosi. Un coltello usato in cucina per la preparazione dei cibi fa parte della creatività, ma lo stesso coltello può venire usato per sferrare

Mitsugi Saotome “La via del Budo – I principi dell’Aikido” Ed. Mediterranee