Lo Zen e il tiro con l’arco

Eugen Herrigel

Ed. Piccola Biblioteca Adelphi

Pagine 100

Così recita la quarta di copertina riassumendone la storia: “Questo piccolo libro, da molti anni letto e molto amato in tutto il mondo, è forse il più illuminante, più lucido e utile resoconto, scritto da un occidentale, di come un occidentale possa avvicinarsi allo Zen”. Peccato che l’autore sia incappato in un colossale equivoco che lo ha portato a travisare irrimediabilmente i fatti che stavano accadendo sotto i suoi occhi.

É stato appurato recentemente (https://www.tesionline.it/default/tesi.asp?idt=24418) che Herrigel, affascinato dagli scritti di Suzuki sullo Zen e a digiuno della lingua giapponese, si trovò effettivamente in Giappone alla ricerca di un maestro. Caso volle che la persona in cui incappò stesse per fondare una “nuova religione” e che fosse anche maestro nel tiro con l’arco.

Herrigel credette che gli insegnamenti ricevuti si riferissero allo Zen e rimase vittima di equivoci tali da stravolgere la sua comprensione dei fatti. Pur avendo perso una parte del suo valore storico, solo ora si può dire di questo “piccolo libro” che è veramente fantastico

Così come accade per quelle tazze da tè rotte, che la sapiente riparazione rende ancor più artistiche esaltando esteticamente l’intervento del caso, l’esperienza trasmessa da Herrigel anziché perdere di valore, acquisisce un nuovo e intrigante significato, mentre pone con forza il problema della possibilità di una comprensione integrale dei prodotti di culture diverse dalla nostra. Parafrasando Paolo Sarpi e il suo “ Si fa presto dire Dio” potremmo dire si fa presto a dire zen.

Si può ricordare inoltre che dalla fine dell’800, in Giappone si sono formate una serie di religioni dette appunto “nuove religioni”, tra cui si inserisce anche l’ Omoto Kyo (vedi in questa biblioteca Introduzione alla storia delle religioni).